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Dal latino individuus che significa “indiviso”, composto di in e dividuus (diviso), che traduce il greco atomos composto di alfa privativo e tema di temno (tagliare), quindi “indivisibile”. Il termine può essere usato in varie accezioni: lindividuo genetico, ossia uno specifico genotipo; oppure l’individuo cosale, uno specifico oggetto delimitato da contorni netti e diverso da altri, ad esempio una mela e diversa da un’altra; e infine l’individuo somatico, ossia un corpo le cui parti sono strettamente collegate tra di loro e a un centro critico che coordina il tutto.

L’individuo somatico è dunque quell’organismo che è indivisibile e che se diviso muore e si dissolve. È da notare che non tutti gli organismi sono indivisibili, ad esempio, un lombrico se diviso non muore perché le due parti continuano a vivere separatamente. È un individuo cosale, ma tiene insieme tanti individui diversi.

In bioetica il concetto di individuo è molto importante perché riguarda l’embrione. La domanda se l’embrione sia individuo ha una precisa risposta che però non da tutti viene accettata. Nella specie umana l’individualità somatica si forma circa 14 giorni dopo la fecondazione perché in quel periodo si completano due diverse fasi. La prima riguarda l’annidamento del nuovo processo vitale nella parete uterina e la seconda riguarda il fatto che si forma l’asse caudale da cui deriverà la spina dorsale, dando origine così a una parte destra e a una sinistra, a un alto e a un basso. Dopo questa fase una divisione causerebbe la morte dell’organismo in questione. Prima del quattordicesimo giorno è invece possibile che le cellule contenute nella zona pellucida possano separarsi, succede una volta ogni 270, dando origine a dei gemelli. Non soltanto fino a quella data l’embrione non è un individuo somatico perché può ancora dare origine a dei gemelli, ma sicuramente manca anche del cervello, la struttura organica da cui dipende la funzione superiore, la razionalità.

In bioetica il concetto di individuo è molto importante perché riguarda l’embrione. La domanda se l’embrione sia individuo ha una precisa risposta che però non da tutti viene accettata.

Di conseguenza si può affermare che l’embrione fino al quattordicesimo giorno non soltanto non è persona ma non è neppure individuo. Queste tesi e l’interrogativo su quando sopraggiunga la razionalità sono alla base della discussione sull’aborto a seconda delle posizioni morali che si assumono sull’argomento.

Maria Teresa Busca
Gruppo di ricerca bioetica, Università degli studi di Torino
Scuola superiore di bioetica della Consulta di bioetica onlus


Questo testo è tratto dal libro Le parole della bioetica a cura di Maria Teresa Busca e Elena Nave (Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2021). Per gentile concessione dell’editore.

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