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L’identità sessuale è determinata dalla complessa e reciproca influenza di una costellazione di fattori inerenti vari aspetti del corpo e della mente di un individuo, dell’immagine sessuata che questi ha di sé e del suo modo di presentarsi agli altri. Si tratta di un costrutto, articolato a più livelli e su più dimensioni, che riguarda gli aspetti biologici, psicologici, educativi e socioculturali di un individuo.

L’identità sessuale è costituita da quattro componenti: il sesso biologico, l’identità di genere, il ruolo di genere e l’orientamento sessuale. Il sesso è determinato da fattori biologici. Per stabilire a quale categoria sessuale un individuo appartiene, devono essere considerati diversi aspetti:

In conformità a questi fattori biologici, il sesso divide gli esseri umani in femmine, maschi o in una delle altre possibili varianti dello sviluppo sessuale (intersessuali).

L’identità di genere si costruisce attraverso un lungo processo d’apprendimento in cui l’esperienza e i comportamenti di un individuo si intrecciano con l’esperienza e i comportamenti degli altri.

La legge italiana (12 aprile 1982, n. 164) consente il cambiamento di sesso. Le persone transessuali, che si identificano in modo permanente con un genere diverso rispetto al loro sesso biologico, possono sottoporsi a un processo di transizione che le porta a una riattribuzione chirurgica parziale o totale del sesso. Il sesso è distinto dal genere. Infatti, il genere è una costruzione sociale che distingue gli esseri umani in donne, uomini e transgender. A differenza del sesso, il genere dipende da fattori sociali. Esso è strettamente connesso a quell’insieme di comportamenti, doveri, credenze, aspettative, ruoli e posizioni sociali, norme e relazioni che una particolare comunità in un determinato periodo storico ritiene delimiti l’appartenenza alla categoria donna o uomo.

L’identità di genere si costruisce attraverso un lungo processo d’apprendimento in cui l’esperienza e i comportamenti di un individuo si intrecciano con l’esperienza e i comportamenti degli altri. L’orientamento sessuale esprime invece la relazione tra l’identità di genere di una persona e il genere/sesso delle persone da cui si sente attratta. Per esempio, una persona transgender potrebbe essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale. Ci sono persone che, pur essendo a disagio con il sesso attribuito loro alla nascita, sono attratte da un sesso diverso dal proprio. Dunque, un uomo transessuale (nato femmina ma con un’identità maschile) potrebbe volere che ci si riferisca a lui con pronomi maschili, potrebbe sentirsi attratto da donne ed essere eterosessuale oppure sentirsi attratto da uomini ed essere omosessuale.

L’orientamento sessuale esprime invece la relazione tra l’identità di genere di una persona e il genere/sesso delle persone da cui si sente attratta.

Per indicare le persone il cui orientamento sessuale differisce da quello eterosessuale e da identità cisgender, si può usare il “termine-ombrello” queer. Le persone queer rifiutano l’aspetto prescrittivo dell’eteronormatività e mettono in discussione la distinzione tra sesso, genere e orientamento sessuale. L’eteronormatività è l’insieme di pratiche e istituzioni politico-sociali che postula, legittima e privilegia una particolare forma di eterosessualità caratterizzata da monogamia, matrimonio, riproduzione e famiglia nucleare.

Al livello dell’identità sessuale, il binarismo non è dunque la norma. Nelle differenti dimensioni e forme sessuali, si può osservare una regola sia binaria sia non binaria: nel sesso biologico, oltre alla dicotomia femmina/maschio, vi è la condizione intersessuale; nel caso dell’identità di genere, oltre alle categorie donna/uomo, vi è quella transgender; nel caso dell’orientamento sessuale, accanto alla dicotomia eterosessuale/ omosessuale, vi è la condizione della bisessualità con tutte le sue varianti.

Vera Tripodi
Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti

Università degli studi di Milano La Statale


Questo testo è tratto dal libro Le parole della bioetica a cura di Maria Teresa Busca e Elena Nave (Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2021). Per gentile concessione dell’editore.

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