Si definisce “ageismo” l’insieme di stereotipi, pregiudizi e atteggiamenti discriminatori messi in atto sulla base dell’età anagrafica. Vittime di questa forma di discriminazione sono per lo più gli individui delle prime fasce d’età e delle ultime (gli anziani). La percezione individuale che porta a considerare tali individui “troppo giovani” o “troppo vecchi” contribuisce a fondare l’ageismo.
Si può distinguere un ageismo “individuale”, per lo più frutto di stereotipi mentali o pregiudizi affettivo-comportamentali, e un ageismo “istituzionale” che, per esempio, mettere in atto una discriminazione nell’accesso a cure o procedure solo sulla base del criterio anagrafico.
Ciò che distingue tale forma di discriminazione dai più noti “razzismo”, “sessismo” e “specismo” è che, mentre sul fatto che persone di colore, donne e animali non umani siano stati oggettivamente discriminati esiste un certo unanime consenso, nel caso dei bambini e degli anziani tale tipo di consenso è assente. La discriminazione degli individui minori d’età viene più precisamente definita “childism”.
Si può distinguere un ageismo “individuale” (implicito o esplicito, positivo o negativo), per lo più frutto di stereotipi mentali o pregiudizi affettivo-comportamentali, e un ageismo “istituzionale”, il quale mira a poggiare su più o meno robusti e opinabili fondamenti etico-socio-economici una possibile discriminazione sulla base dell’età anagrafica in ambito civile e medico-sanitario. Nel caso dei minori d’età e degli anziani la specifica forma di ageismo di cui sono oggetto riguarda la loro presunta mancanza diautonomiae di competenzadovuta a fattori anagrafici.
Ageismo istituzionale è, ad esempio, mettere in atto una discriminazione nell’accesso a cure o procedure esclusivamente sulla base del mero criterio anagrafico, oppure mantenere un servizio sanitario non più in linea con la demografia attuale, che richiederebbe una maggiore territorializzazione e domiciliarizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.
Mario Bo Direttore Scu Geriatria del presidio Molinette, Aou Città della Salute e della Scienza di Torino
Questo testo è tratto dal libroLe parole della bioeticaa cura di Maria Teresa Busca e Elena Nave (Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2021). Per gentile concessione dell’editore.
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