Taser: dissuasore o arma letale?
Alcune riflessioni sulle armi a conduzione elettrica in dotazione alle forze dell’ordine: Luisa Mondo
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Alcune riflessioni sulle armi a conduzione elettrica in dotazione alle forze dell’ordine: Luisa Mondo
Quattro morti, dopo essere stati colpiti da un taser, in Italia da agosto: l’ultimo il 6 ottobre 2025, un trentacinquenne a Napoli; prima di lui un uomo di 57 anni a Olbia, uno di 47 a Genova e un altro di 42 a Reggio Emilia.
Noto anche come pistola stordente o dissuasore elettrico, il taser è stato adottato per ovviare al numero crescente di danni causati dall’uso delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine negli ultimi 25 anni, prevalentemente negli Stati Uniti. Il Taser in Italia è stato introdotto sperimentalmente con il DL-Stadi del 2014 e inizialmente testato in alcune città. Nel 2018 il Ministero dell’interno ha varato la legge 132/2018, che ha introdotto l’utilizzo del dispositivo in via sperimentale da parte dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato inizialmente in 11 città italiane, estendendolo dal 2022 a tutte le forze dell’ordine in una prima fase in 18 città italiane dando in dotazione circa 5000 taser e successivamente alle Polizie Locali dei comuni capoluogo e a quelli con più di 100.000 abitanti. Con un emendamento al Milleproroghe, l’utilizzo del taser è stato esteso a tutti i comuni italiani e alle relative Polizie Locali, a prescindere dalla loro popolazione, fino ad arrivare a tutti i comuni del Paese [1].
Il taser è un’arma a conduzione elettrica composta da due elettrodi che colpiscono un obiettivo con un flusso di corrente elettrica ad alto voltaggio ma basso amperaggio. Gli elettrodi vengono sparati premendo il grilletto restando collegati al corpo del taser tramite due cavi elettrici isolati. Appena il “bersaglio” viene colpito, si genera una scarica elettrica e in pochi secondi il corpo della persona colpita viene attraversato da impulsi elettrici di massimo 50.000 volt e pochi milliampere che agendo sul sistema neuromuscolare provocano grande dolore, contraggono i muscoli e stordiscono la persona rendendola incapace di muoversi per alcuni secondi.
La ditta produttrice, Axon Enterprise Inc., titolare del brevetto e principale finanziatrice degli studi sul dispositivo, ha rilasciato linee guida secondo le quali l’utilizzo del taser è da considerarsi sicuro su individui adulti e in buona salute, non affetti da patologie, non anziani, non in gravidanza, non sotto l’effetto di sostanze e non in stato di alterazione psichica, a condizione che la scarica venga applicata per pochi secondi e in specifiche aree del corpo.
L’agenzia giornalistica Reuters ha calcolato negli Stati Uniti 1081 casi, fino alla fine del 2018, di persone sono morte dopo essere state colpite dalla polizia con un taser, la grande maggioranza dei quali dopo il 2000. Si tratta di uomini e donne dai 16 agli 87 anni (9 dei deceduti erano minorenni; 459 avevano tra i 18 e i 34 anni; 482 tra i 35 e i 49; 116 tra i 50 e i 64; 13 avevano più di 65 anni). Nel dettaglio: 273 decessi hanno coinvolto persone con segni di malattia mentale, disagio emotivo o disturbo neurologico (1 su 4); 290 riguardano persone con delirio citato come fattore concomitante; 103 sono state colpite in seguito al sospetto che fossero armate (in 9 casi su 10 la vittima era disarmata); 665 persone erano sotto effetto di alcol o stupefacenti; 46 sono morte a seguito dei traumi riportati nella caduta dopo essere state stordite; 110 decessi sono avvenuti in carcere. In 163 casi le autopsie citano esplicitamente il taser quale causa unica o concausa della morte [2].
Dal 2001 al 2012 secondo quanto riportato da Amnesty Internationale sono morte circa 500 persone colpite da un taser e altrettante dal 2010 al 2021 secondo le stime dell’osservatorio Fatal Encounters dell’University of Southern California che intende contribuire alla creazione di un database di tutti i decessi causati dall’intervento della polizia negli Stati Uniti.
Da anni Amnesty International evidenzia come la “non letalità” dell’arma sia discutibile e come questi dispositivi possano rivelarsi veri e propri “strumenti di tortura” legalizzati. Nel rapporto 2025, intitolato Non riesco ancora a dormire la notte – L’uso improprio a livello globale dei dispositivi a scarica elettrica, l’organizzazione denuncia che Stati e aziende stanno producendo, promuovendo e vendendo dispositivi a scarica elettrica utilizzati per infliggere maltrattamenti e torture, e chiede l’adozione di un trattato globale, giuridicamente vincolante, per regolamentare la produzione e il commercio incontrollati di equipaggiamenti destinati alle forze di sicurezza, che in oltre 40 Stati di tutto il mondo li impiegano in strada, ma anche alle frontiere, nei centri di detenzione per migranti e rifugiati, negli istituti psichiatrici, nelle stazioni di polizia, nelle carceri e in altri luoghi di reclusione.
È stato segnalato l’impiego dei dispositivi contro persone manifestanti, studenti, oppositori politici, donne e ragazze (anche in gravidanza) e minori. Le persone sopravvissute riportano ustioni, intorpidimento, aborti spontanei, disfunzioni urinarie, insonnia, spossatezza e gravi traumi psicologici.
Che non sia un’arma non letale lo sottolinea anche l’Associazione Antigone, citando uno studio dell’Australasian Military Medicine Association, pubblicato nel 2018 sulla rivista Neurologia Italiana, che afferma “sia improprio definire questi strumenti armi non letali, poiché una singola scarica può disabilitare un’intera gamba, una seconda fa crollare a terra chi è colpito e una, della durata di cinque secondi, mette KO per un quarto d’ora agendo sulla funzionalità cardio-respiratoria” [3]. Lo studio ribadisce inoltre che l’esposizione a scariche elettriche provoca anche danni collaterali di tipo neurologico.
Una revisione sistematica pubblicata su JAMA Network Open nel 2021 è [4] entra nel merito autori dell’evidenze disponibili sulla non letalità di queste armi. In particolare, dalla revisione degli articoli scientifici relativi a studi condotti in Paesi che utilizzano da anni i taser, si riscontrano alcune limitazioni e criticità:
In sintesi, le evidenze disponibili indicano un rischio basso di effetti acuti gravi, ma sono troppo limitate e poco generalizzabili per poter affermare la sicurezza complessiva dei Taser, soprattutto quando vengono usati su persone vulnerabili o nelle reali situazioni operative. Per colmare questo vuoto di conoscenze, servirebbero studi più ampi e rigorosi, capaci di valutare non solo i parametri fisiologici ma anche i sintomi fisici e psicologici che possono seguire all’esposizione. Per garantire trasparenza, sarebbe importante creare registri pubblici e protocolli condivisi, insieme a un sistema di sorveglianza clinica e forense che documenti in modo sistematico i casi e i loro esiti. Infine, studi osservazionali su larga scala potrebbero contribuire a monitorare gli effetti a lungo termine e a definire più chiaramente il profilo di rischio del dispositivo.
Alla luce di quanto esposto, emergono alcune considerazioni conclusive.
Luisa Mondo
Commissione Solidarietà, dall’equità nell’accesso alle cure alla collaborazione col terzo settore
OMCeO Torino
Note bibliografiche
1. Le fasi di implementazione del taser in Italia
2018: sperimentazione iniziale. La fase pilota è iniziata nel luglio 2018, dotando 11 città italiane di taser.
2022: estensione alle Forze nazionali: Nel marzo 2022, l’uso del taser è stato esteso a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza in 7 città inizialmente, e poi a 18 città metropolitane. Successivamente, estensione alle Polizie locali: il taser è stato poi esteso alle Polizie Locali dei comuni capoluogo e a quelli con più di 100.000 abitanti.
2025, a febbraio, estensione totale: un emendamento al Milleproroghe estende l’utilizzo del taser a tutti i comuni italiani e alle relative Polizie Locali, a prescindere dalla loro popolazione, fino ad arrivare a tutti i comuni del Paese.
2. So L. Black Americans disproportionately die in police Taser confrontations. Reuters, 15 giugno 2020 | www.reuters.com/investigates/special-report/usa-taser-database/
3. Roma e Milano mettono la pistola Taser in mano ai vigili. Antigone.it, 4 aprile 2022
4. Baliatsas C, Gerbecks J, Dückers MLA, et al. Human Health Risks of Conducted Electrical Weapon Exposure. A Systematic Review. JAMA Netw Open 2021; 4: e2037209.
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