Gestazione per altri: un tema controverso
Il punto di vista di Ilenya Goss, teologa valdese
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Il punto di vista di Ilenya Goss, teologa valdese
Le tecniche messe a punto dalla ricerca biomedica non suscitano soltanto soddisfazione e plauso per le possibilità che aprono e i problemi che risolvono, spesso diventano oggetto di intensa discussione per le questioni che le loro applicazioni sollevano dal punto di vista etico [1]; quando poi risultano divisive anche sotto il profilo politico si configura un quadro di forte conflittualità. È certamente il caso della gestazione per altri, una applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita in situazioni che, dal punto di vista sociale e relazionale, suscitano in molte paure o perplessità.
Nel luglio 2023 la proposta di legge Varchi è stata approvata alla Camera dei deputati [2]: in essa l’estensione delle sanzioni a coloro che compiono il percorso di gestazione per altri all’estero renderebbe tale pratica un “reato universale” configurando un quadro a dir poco complesso rispetto alla comunità internazionale. La regolamentazione della gestazione per altri in Europa e nel mondo è assai eterogenea (vedi box “Per approfondire”): si va da Paesi in cui è legalizzata anche nella forma remunerativa, ad altri in cui è legale in forma donativa e con chiari criteri di accesso sia per la gestante sia per i committenti. In Italia, in questi mesi il legislatore si è mosso in direzione di un inasprimento delle pene previste e di una conferma e ampliamento del divieto e non della regolamentazione, inoltre alcuni episodi di mancato riconoscimento della genitorialità rispetto a bambini nati all’estero con tali tecniche hanno creato notevole disagio.
Già a partire dal linguaggio utilizzato per riferirsi a questa pratica si evidenzia il peso di pregiudizi e di inesattezze che impediscono una comprensione obiettiva e riducono tutto a uno scontro ideologico: parlare di “madri surrogate” o di “utero in affitto” è infatti un modo per screditare la pratica della gestazione per altri e, soprattutto, per evitare di affrontare il tema rispettando il fatto che oggi non tutti condividiamo la stessa prospettiva sulla procreazione. Se una gestante per altri viene definita “madre”, nonostante sin dal principio non intenda esserlo, e per di più “surrogata”, che nella nostra lingua ha un valore sminuente, siamo di fronte a una valutazione e a un giudizio più che all’oggettivo nominare una procedura; allo stesso modo se una donna che vive una gravidanza, processo che coinvolge tutta la fisiologia dell’organismo femminile, diventa un “utero” e per di più “in affitto”, si sta semplicemente offrendo una narrazione che tradisce i fatti.
Già a partire dal linguaggio utilizzato per riferirsi a gestazione per altri si evidenzia il peso di pregiudizi e di inesattezze che impediscono una comprensione obiettiva e riducono tutto a uno scontro ideologico.
Le situazioni umane sono sempre complesse e mal si prestano a giudizi netti: il fatto che il fronte dei più sensibili ai diritti delle donne si divida sulla questione gestazione per altri testimonia il peculiare livello di coinvolgimento di aspetti diversi di cui occorre tenere conto. Temi legati direttamente alla gestazione per altri come il concetto di maternità/genitorialità, i modelli di famiglia, l’intervento ritenuto ammissibile o non ammissibile sulla procreazione, l’autonomia della donna nel decidere del proprio corpo, il timore della commercializzazione e dello sfruttamento, e temi connessi più in generale alla procreazione medicalmente assistita, come tutto ciò che riguarda l’embrione, rendono estremamente complessa la discussione ed esigono di essere esplicitati.
Per individuare gli elementi etici che renderebbero in sé stessa (e non per ragioni esterne) accettabile o meno la pratica della gestazione per altri si può concentrare l’attenzione sulla sua forma altruistica, che prevede la scelta da parte di una donna di collaborare a un progetto procreativo di altri senza una remunerazione: in questa situazione l’autonomia della gestante per altri, riconosciuta come soggetto etico che dispone di sé, si esercita nel donare a una persona o una coppia la possibilità di essere genitori e a un bambino/bambina di nascere atteso/a e desiderato/a da una famiglia che se ne prende cura. Renderlo possibile significa accettare prospettive sulla procreazione diverse da quella tradizionale, ammettere che una gravidanza possa non coincidere con un desiderio personale di maternità, che la genitorialità possa prescindere da genetica e biologia riproduttiva.
In sé stessa la gestazione per altri è semplicemente l’applicazione della procreazione medicalmente assistita a contesti nuovi dal punto di vista sociale: la discussione si sposta dal piano tecnico delle possibilità al piano di ciò che desideriamo per la società presente e futura.
Da queste considerazioni non deriva la sottovalutazione di tutta la problematicità che può scaturire dalla pratica in questione, e neppure si nega uno sguardo ampio che prenda in considerazione ciò che sta attualmente accadendo nel mondo: è necessario considerare da chi sia praticata la gestazione per altri come gestante e da chi richiesta come committente, e a quali condizioni nei diversi Paesi per comprendere i risvolti potenzialmente non etici di alcuni modi di utilizzo. Tuttavia, di fronte al rafforzamento del divieto emerge con forza la preoccupazione per il trattamento che sarebbe riservato ai bambini già nati con gestazione per altri e alle loro famiglie che non vedrebbero garantito il pieno diritto a essere riconosciuti nei legami parentali più stretti, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.
In sé stessa la gestazione per altri è semplicemente l’applicazione della procreazione medicalmente assistita a contesti nuovi dal punto di vista sociale: la discussione si sposta dal piano tecnico delle possibilità al piano di ciò che desideriamo per la società presente e futura. La linea di sviluppo, che in Occidente ha portato dal riconoscimento dell’autonomia dell’individuo, come soggetto etico, al percorso verso la parità di genere, trova nella procreazione medicalmente assistita un tema divisivo: sensibilità diverse emergono anche all’interno dei fronti tradizionali della discussione bioetica, ma ciò su cui non si può arretrare è il pieno riconoscimento delle scelte e l’ascolto della voce della protagonista della gravidanza, la donna.
Su questo punto occorre mantenere grande lucidità e fermezza: dal momento che non disponiamo di studi di follow-up che dimostrino la presenza di problemi di salute per i bambini nati con gestazione per altri, il soggetto da mantenere al centro della discussione per garantire il diritto alla scelta e alla salute è la donna. Per quanto concerne la presa in carico del desiderio di genitorialità dei committenti si lascia ad altri contesti la discussione sull’opportunità di migliorare nel nostro Paese anche altre procedure, come l’adozione, che consentirebbe l’incontro tra tale desiderio e il bisogno di molti minori soli.
Ilenya Goss
Teologa valdese
Coordinatore della Commissione per i problemi etici posti dalla scienza (chiese valdesi, metodisti e battiste)
Bibliografia
In quali Paesi la Gpa è legale? | La legislazione sulla gestazione per altri è variegata, con regole più o meno restrittive da un Paese a un altro. L’Associazione Luca Coscioni ha preso in esame lo status giuridico della Gpa PA in 268 Paesi e territori, verificando per ciascuno se la pratica è legale, se è consentita in modo solidale e dove anche dietro un pagamento per la gestante, e a quali condizioni. Dall’indagine è emerso 65 Paesi prevedono l’accesso alla GPA, di cui 35 la disciplinano in modo solidale. In Europa, la Gpa solidale è praticabile per legge a Cipro, Grecia, Macedonia del Nord, Portogallo, Regno Unito e Ucraina; mentre nei Paesi Bassi è praticabile, anche in assenza di una legge: le parti possono concludere un accordo scritto, in cui previsto il solo rimborso delle spese documentate e collegate alla gravidanza. Sul sito dell’Associazione Luca Coscioni è disponibile una mappa interattiva in corso di aggiornamento.
A cura della redazione ilpunto
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