Di certo la popolarità dei ChatGPT ha avuto il merito di sollevare l’attenzione sui problemi dell’ingresso intelligenza artificiale in medicina. Giocando con questo strumento abbiamo capito le sue potenzialità quale eccellente interfaccia tra un utente e una macchina che – in poco tempo – avrebbe imparato a scrivere un articolo scientifico e a raccogliere informazioni per formulare una diagnosi. Ma questo non basta: è infatti doverosa una riflessione sul set di dati utilizzati per addestrare questi strumenti, commenta in un’intervista a il punto Alberto Tozzi, pediatra ed epidemiologo dell’Ospedale Bambino Gesù attento ai temi dell’innovazione in pediatria e dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nella quotidianità delle strutture sanitarie.
“La questione delicata è che il chatGPT, per quanto spettacolare nella sua realizzazione, si basa su un training a partire di dati open, comunemente accessibili e non selezionati”. Senza un controllo a monte della qualità e affidabilità di questi dati che circolano in rete, sottolinea Tozzi, è pressoché impossibile avere un controllo sui contenuti elaborati da chatbot. “Quindi dobbiamo fare molta attenzione nell’uso dei ChatGPT quale strumento per la professione medica nel rapporto con la clinica. Tutto cambierebbe se noi riuscissimo ad addestrarli con dati selezionati e robusti che ci permettono di lavorare sulle evidenze”.
Per il momento questi strumenti non sono ancora in grado di valutare l’evidenza delle informazioni a partire delle quali vengono addestrati. Siamo solo all’inizio di una lunga strada che, forse, nel prossimo futuro ci consentirà di avere chatbot ben addestrati ad assistere il medico per una pratica clinica basata sulle evidenze.
“Quindi dobbiamo fare molta attenzione nell’uso dei ChatGPT come uno strumento per la professione medica nel rapporto con la clinica. Tutto cambierebbe se noi riuscissimo ad addestrarli con i dati selezionati e robusti che ci permettono di lavorare sulle evidenze”. Al momento questi strumenti non sono ancora in grado di valutare l’evidenza delle informazioni a partire delle quali vengono addestrati. Siamo solo all’inizio di una lunga strada che, forse, nel prossimo futuro ci consentirà di avere chatbot ben addestrati ad assistere il medico per una pratica clinica basata sulle evidenze.
ChatGPT, che cosa sei? | ChatGPT sta per “Chat Generative Pre-trained Transformer”, cioè “trasformatore pre-istruito generatore di conversazioni”. È un prototipo di chatbot specializzato nella conversazione con un utente umano basato su intelligenza artificiale e machine learning (apprendimento automatico). Lanciato il 22 novembre 2022 da OpenAI, in soli due mesi ha raggiunto 100 milioni di utenti. È un potente strumento di elaborazione del linguaggio naturale con diverse potenziali applicazioni: risponde a domande, correggere di testi, fare riassunti, elaborare un testo a partire di alcuni input, scrivere poesie, tradurre, fare tabelle e molto altro ancora. Per ora il suo addestramento si basa su un set di dati aggiornati al 2021. Fonte: Wikipedia
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