Il punto - confronti su medicina e sanità

 

 

Un progetto dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri
della provincia di Torino

Perché non scriviamo le nostre DAT? | La legge n. 219 del 2017 è la prima legge che disciplina in Italia il consenso informato nella pratica clinica. Ma è passata alla ribalta delle cronache soltanto come la legge sul “testamento biologico” o, più correttamente, disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Nonostante tanto clamore, ancora oggi le DAT sono poco conosciute e utilizzate. Per spiegare un loro impiego così ridotto – riflette Lucia Craxì, bioeticista – non bastano solo i numerosi ostacoli materiali e organizzativi.

 

Le DAT e il senso delle parole | Quello delle DAT non è un argomento che può essere facilitato e risolto solo con proposte di modelli per la compilazione del proprio testamento biologico. “È il contesto che dà al termine valenza positiva o negativa”, commenta Lucetta Fontanella, linguista. “Le migliori DAT consistono nell’affidarsi a medici di fiducia”.

 

Lessico di bioetica: testamento biologico | L’espressione “testamento biologico” indica un documento scritto col quale una persona, nel pieno possesso delle sue facoltà, lascia disposizioni circa i trattamenti ai quali vuole o non vuole essere sottoposta nel caso in cui non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o dissenso informato. È dunque l’approdo coerente, spiega Demetrio Neri della Consulta di bioetica onlus, della progressiva valorizzazione del consenso informato e del principio di autodeterminazione.

 

Soccorsi sanitari in mare. Tra competenze e solidarietà | Perché un medico si fa coinvolgere in azioni umanitarie? Svolgere attività come il salvataggio in mare cambia lo sguardo sulla pratica clinica quotidiana? Le attività di soccorso umanitario possono rivelarsi utili anche per introdurre delle innovazioni in medicina o nella organizzazione dell’assistenza? Qual è stato l’impatto della pandemia sulle azioni umanitarie? Risponde Michele Salvagno, giovane medico con esperienze internazionali in Nepal e Panama, e nei salvataggi presso Lampedusa.

 

Google ci vuole in salute e felici | Pakul Patel ha lasciato l’incarico di direttore della divisione di Digital health della Food and drug administration per assumere la responsabilità delle attività riguardanti la salute digitale e della strategia regolatoria di Google. Il suo compito sarà rendere effettivo il motto di Google Health: “Aiutare miliardi di persone a guadagnare una salute migliore”. Un nuovo caso di revolving doors. Fino a che punto un privato dai mezzi smisurati come Google potrà sempre più occuparsi della salute globale?

 

Endpoint e intention to treat | Cosa sono gli endpoint primari e quelli secondari; cosa differenzia gli endpoint "veri" da quelli "surrogati", e gli "hard" dai "soft"; e che cosa si intende per “intenzione a trattare”: lo spiega Renato Luigi Rossi con uno stile chiaro e semplice, improntato alla praticità.

 

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Numero 4 | 27 maggio 2022 | leggila online

 

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