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Il tema della sanità in Italia è stato oggetto, negli ultimi anni, di una diffusa trattazione in riferimento alla rilevanza che tale questione ha assunto nel dibattito politico – tuttavia con scarsi risultati – e nella opinione pubblica, anche a seguito dell’evento pandemico che ha caratterizzato il quadriennio 2020-2023: una pubblicistica che ha affrontato temi specifici e ricca di testimonianze.

Chiara Giorgi, professoressa di Storia contemporanea alla Sapienza università di Roma, nel suo libro Salute per tutti. Storia della sanità in Italia dal dopoguerra a oggi, affronta il tema da una prospettiva originale, offrendo un’accurata e al contempo piacevole ricostruzione del lungo percorso che, dall’immediato dopoguerra in poi, ha portato il nostro Paese alla realizzazione del Servizio sanitario nazionale e, nei decenni successivi, a una sua lenta ma continua carsica erosione.

Ne emerge una lettura originale della storia italiana degli ultimi ottant’anni, dalla prospettiva dei cambiamenti del sistema sanitario.

Si tratta di un libro di storia, non solo per l’ampio arco temporale che viene esaminato, ma per altre due ragioni che ne definiscono il valore. La prima è l’approccio metodologico usato in modo sistematico: Chiara Giorgi parte dai dati offerti dai documenti, dalle testimonianze, da una analisi della normativa, cosicché i risultati prodotti da questa attività di ricerca consentono di conferire attendibilità scientifica al lavoro, documentato dalla citazione puntuale delle fonti, permettendo di distinguere il “vero” (da cui scaturiscono conoscenze effettive) dal “falso”. Un “vero” che può naturalmente essere oggetto di diverse interpretazioni e valutazioni. 
La seconda ragione distintiva di questo lavoro è la correlazione che l’autrice stabilisce tra la storia della sanità – dalla gestazione alla realizzazione del Servizio sanitario nazionale (Ssn) fino alla sua trasformazione (e in parte, involuzione) – e le profonde trasformazioni sociali e politiche in atto nel paese. Ne emerge così una lettura originale della storia italiana degli ultimi Ottanta anni, dalla prospettiva dei cambiamenti del sistema sanitario.

La salute è un diritto sociale e collettivo

Il libro documenta come, già nel 1945, all’interno del Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia, venne elaborata una prima ipotesi di Ssn, con la definizione delle Unità sanitarie locali. Ne furono estensori due figure della Resistenza: Egidio Meneghetti, farmacologo, e Augusto Giovanardi, igienista. Come evidenzia chiaramente l’autrice, tali proposte, che emergono sia in Italia sia in Inghilterra, rappresentano un cambiamento di paradigma rispetto alle politiche precedenti. Infatti, la tutela della salute dei cittadini, compito che gli Stati si attribuiscono finalizzandolo al potenziamento della propria potenza bellica e produttiva, viene ora garantita per il benessere dei cittadini e si esplicita come diritto di cittadinanza. Tale principio troverà pieno riconoscimento nell’articolo 32 della nostra Costituzione, in cui si rafforzerà ancora di più, essendo riconosciuto come diritto fondamentale non più dei cittadini, ma dell’individuo.

Come nasce il Servizio sanitario nazionale

I primi due capitoli del libro esaminano il periodo precedente la Riforma sanitaria, evidenziando in particolare la forte e consapevole correlazione, per larga parte della classe dirigente progressista, fra politica economica e una politica di sicurezza sociale fondata, come evidenziava la Nota di Ugo La Malfa del 1962, sui pilastri della redistribuzione, della fiscalità e della programmazione: una  programmazione che si concretizza in quegli anni con il Rapporto Saraceno  e con il Progetto di programma di sviluppo economico del Ministro socialista Antonio Giolitti.

Segue, nel decennio successivo, una progressiva mobilitazione, per giungere a una riforma, dei sindacati, di parte del mondo medico, di uno schieramento politico che amplia i propri confini e di alcune Regioni che danno vita ai Consorzi sociosanitari in cui si aggregano le competenze di Comuni e Provincie, anticipando le Unità sanitarie locali fino a giungere alla legge di riforma 833 del 1978, sostenuta con coerenza dalla ministra Tina Anselmi.

Una riforma tardiva – come evidenzia l’autrice – rispetto al clima internazionale che sta cambiando.  Anche la situazione politica italiana si modifica e il nuovo Ministro della sanità a cui viene affidata l’attuazione della riforma proviene dal Partito liberale, unica formazione contraria a tale provvedimento.

Il servizio sanitario tra trasformazioni e involuzione

Puntualmente documentata, in questo libro, è l’evoluzione successiva della sanità italiana e della riforma che il ministro De Lorenzo (governo Amato) modifica profondamente dando luogo al processo di aziendalizzazione, alla estromissione dei Comuni dalla sanità e a una prima ipotesi di “secondo pilastro” con possibile uscita dei soggetti assicurati dal Ssn.

Il testo ricostruisce puntualmente anche i successivi interventi del Governo Ciampi e del Governo Prodi che dà luogo agli ultimi provvedimenti significativamente riformisti, fra cui il sistema di accreditamento, la introduzione di limiti e incompatibilità alla libera professione intramoenia, introdotti dall’allora ministra della sanità Rosy Bindi.

Un esame attento è dedicato alla crisi del welfare, a partire dalla fine degli anni Ottanta, con l’egemonia del reaganismo e del thatcherismo e con gli orientamenti assunti dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale, portando così a un cambiamento di paradigma, che pone al centro la compatibilità economica, la riduzione del ruolo dello Stato e una visione della Sanità quale ambito redditizio di investimenti finanziari.

Il testo affronta poi gli anni Duemila con un titolo significativo: “Arretramenti della politica e logiche di mercato”, con un’analisi del diffondersi del privato e della finanziarizzazione della sanità. Un servizio sanitario che, negli ultimi anni, si è così sempre più allontanato dai suoi principi fondati sull’uguaglianza sostanziale e su criteri redistributivi e solidaristici propri della nostra Costituzione.

Marco Geddes da Filicaia
Associazione Salute Diritto Fondamentale

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