La sincerità del medico e la fiducia nella scienza…
... la moda dei peptidi e la prevenzione del razzismo a scuola
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... la moda dei peptidi e la prevenzione del razzismo a scuola
1. Il valore di dire “non lo so” | L’oncologa australiana Ranjana Srivastava invita i professionisti sanitari a rinunciare all’illusione di dover avere sempre una risposta. Nella sua pagina su The Guardian sottolinea come l’incertezza sia parte integrante della pratica clinica e che riconscerla possa in realtà rafforzare la relazione con i pazienti: dire “non lo so” non significa rinunciare alla cura, ma può anzi rafforzare fiducia se accompagnato da onestà e impegno. “I don’t know”, scrive, se è seguito dalla volontà di restare accanto al paziente, non è una resa. Srivastava evidenzia anche il peso emotivo che grava sui medici, spesso costretti a nascondere dubbi e fragilità. Riconoscere i propri limiti, suggerisce, può ridurre lo stress professionale. Inoltre favorisce decisioni più condivise con il paziente. La medicina dovrebbe superare la cultura dell’infallibilità e valorizzare comunicazione ed empatia. I pazienti, conclude, apprezzano la vulnerabilità dei medici più della sicurezza ostentata.
2. The Lancet ritira un articolo anonimo su talco e salute | Un articolo anonimo pubblicato il 25 giugno 1977 sul Lancet sosteneva l’innocuità dell’amianto nel talco cosmetico. Il testo concludeva che non vi erano evidenze di un legame tra esposizione e cancro o danni polmonari, né ragioni per ritenere rischiosa l’esposizione futura. Il 4 aprile 2026, The Lancet ha annunciato in una nota la ritrattazione del commentary, a seguito di una lettera ricevuta da David Rosner e Gerald Markowitz, storici di sanità pubblica. La lettera documentava che l’autore del commentary era Francis J.C. Roe, all’epoca consulente retribuito di Johnson & Johnson, e che una bozza dell’articolo era stata condivisa con l’azienda e modificata sulla base del feedback ricevuto. Nella nota di ritrattazione viene spiegato che “se i redattori di The Lancet all’epoca fossero stati a conoscenza di questa situazione e del conflitto di interessi non dichiarato dall’autore, non avrebbero pubblicato questo commento. Pertanto, ritiriamo ora questo articolo”. Per quasi cinquant’anni, il testo anonimo – viziato da conflitti di interesse – è stato citato in tribunale come prova di un consenso scientifico in realtà costruito e non basato su evidenze scientifiche. Dal 2009, Johnson & Johnson ha dovuto affrontare oltre 67.000 cause legali intentate da persone che sostengono che i prodotti a base di talco dell’azienda abbiano causato loro il cancro, per lo più tumore ovarico. Un rappresentante dell’azienda ha risposto a Retraction Watch che “non concorda assolutamente con l’ipotesi che un articolo del 1977 rifletta una cattiva condotta o giustifichi una condanna retroattiva”, aggiungendo che “suggerire che l’articolo rappresenti una forma occulta di sostegno agli interessi aziendali travisa completamente i fatti storici”. I 49 anni trascorsi tra la pubblicazione e la ritrattazione di questo articolo non rappresentano un record – il primato spetta a un articolo ritirato 80 anni dopo la sua pubblicazione. Ma rientra tra i cinque casi più tardivi, collocandosi tra la ritrattazione del 2020 di un articolo di 70 anni fa sulle opinioni riguardo l’omosessualità e la ritrattazione dello scorso anno di un articolo sui test del QI originariamente pubblicato nel 1978. “Secondo il nostro database – precisa Retraction Watch –finora sono stati ritirati 71 articoli pubblicati negli anni ’70”.
3. Senza fiducia non c’è scienza | “The Goddesses Truth and Trust” titola l’articolo di Juergen Wastl, pubblicato su Forensic Scientometrics, che esplora l’integrità della ricerca attraverso la lente della mitologia classica. Wastl non la considera come un insieme di regole formali, ma come un “mito vivente” che sostiene la fiducia nella scienza. Wastl propone che due figure mitiche — Aletheia, la dea greca della verità intesa come rivelazione, e Fides, la dea romana della fiducia presente nei rituali e nei giuramenti — possano servire da metafora per comprendere meglio come funziona oggi l’integrità scientifica. La verità, spiega, non si limita all’accuratezza tecnica: significa anche “non essere nascosta”, rendendo trasparenti i risultati della ricerca. La fiducia, invece, non è un sentimento, ma un’infrastruttura sociale che permette alla scienza di operare su scala globale. Nel mondo accademico moderno, strumenti come i dati aperti, le preregistrazioni e gli studi di replicazione sono paragonabili ai rituali di Aletheia: aiutano a far emergere risultati autentici. Allo stesso tempo, pratiche come la peer review e le dichiarazioni di conflitto di interesse sono rituali di Fides. Sono fondamentali per mantenere la fiducia reciproca tra ricercatori, editori e pubblico. Wastl conclude che affrontare crisi come la riproducibilità e la manipolazione dei dati richiede non solo migliori strumenti tecnici, ma anche una narrazione culturale rinnovata che unisca verità e fiducia nella scienza contemporanea.
4. Peptidi, la tendenza delle iniezioni fai‑da‑te | Un reportage del New Yorker racconta la crescente diffusione dell’uso di peptidi, piccole catene di aminoacidi, che sempre più persone si iniettano da sole per migliorare energia, recupero fisico e anti‑invecchiamento. La “moda” per questi composti nasce tra atleti, biohacker e appassionati di wellness. Molti però non sono stati approvati e inoltre mancano solide evidenze cliniche a sostegno di questi usi. The New Yorker evidenzia come la tendenza sia alimentata da cliniche private, influencer e mercati online poco regolati, dove i prodotti possono risultare contaminati o di qualità incerta. Alcuni utenti riportano benefici spettacolari, altri effetti collaterali o contaminazioni. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha segnalato molti peptidi come troppo rischiosi per un utilizzo non supervisionato. In Europa la situazione è simile: su piattaforme online vengono venduti peptidi ad alta purezza destinati, formalmente destinati solo alla ricerca, ma l’assenza di approvazione da parte dell’Agenzia europea dei medicinali significa che non sono riconosciuti come farmaci o terapie sicure. Mentre esiste un mercato consolidato per i peptidi terapeutici approvati – dall’insulina agli ormoni della crescita – l’autosomministrazione senza supervisione medica di queste sostanze resta in una zona grigia, con rischi difficili da quantificare per chi li assume al di fuori di protocolli medici.
5. L’ora di biologia della tolleranza | Brian Donovan, genetista, aveva una missione: dimostrare che una migliore istruzione scolastica sulla genetica potesse disinnescare il razzismo. Dopo anni di lavoro con insegnanti e scienziati, racconta a STAT News, il suo team ha sviluppato un progetto didattico per trasformare la lezione di biologia in uno strumento contro il pregiudizio. L’obiettivo era mostrare agli adolescenti quanto la variazione genetica umana sia complessa e sfumata, ben lontana dalle semplificazioni razziali. Quando i primi risultati – pubblicati su Science nel 2024 – mostrarono segnali positivi, il mondo accademico accolse i risultati come una possibile svolta il successo come una potenziale svolta. Donovan era convinto che una solida conoscenza della genetica potesse aiutare i giovani studenti a respingere pregiudizi fondati su false nozioni biologiche. Tuttavia, nel 2025, il progetto ha subito un’interruzione improvvisa: la National science foundation ha tagliato gran parte dei finanziamenti per la ricerca educativa. Senza fondi, Donovan e il suo team all’Università del Colorado hanno interrotto il loro lavoro di ricerca. “Il mio lavoro – riflette con amarezza oggi Donovan– attraversava un territorio deserto, uno dei più uno dei più controversi nel dibattito pubblico; forse ho sottovalutato la resistenza al cambiamento”. Nonostante l’interruzione, alcuni materiali del programma didattico sono stati resi pubblici e altri educatori stanno cercando di portare avanti l’idea. Per Donovan, la battaglia non è finita: è solo cambiata forma. Ora sta studiando per diventare infermiere pediatrico spinto dalla stessa motivazione: aiutare gli altri. “Non mi vedo come uno che si arrende, ma come qualcuno che deve reinventarsi”.
I CINQUE ARTICOLI LETTI PER VOI
1. Srivastava R. Doctors need to stop pretending to have all the answers. ‘I don’t know’ does not mean ‘I have nothing to offer’. The Guardian, 6 aprile 2026.
2. Gallegos A, Travis K. The Lancet retracts half-century-old unsigned commentary on talc for undisclosed industry ties. Retraction Watch, 25 marzo 2026.
3. Wastl J. The goddesses truth and trust — The ancient myths behind research integrity. Forensic Scientometrics, 31 marzo 2026.
4. Khullar D. Why are people injecting themselves with peptides? The New Yorker, 6 aprile 2026.
5. Molteni M. A star scientist showed that better genetics lessons could reduce racism. It was the death knell for his career. STAT News, 7 aprile 2026.
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