Le macchine alleate, l’età che avanza, la danza dei frammenti
E poi i costi degli screening e il mercato dei paper mills: i 5 articoli di questa settimana
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E poi i costi degli screening e il mercato dei paper mills: i 5 articoli di questa settimana
Foto di Murmur - Ars Electronica
1. Gli umani sono simili alla macchine? Il giorno seguente il Natale del 2022, lo scrittore Hanif Kureishi ha avuto un malore in piazza del Popolo, a Roma, mentre stava camminando per la città. Successivamente a una caduta, ha perso l’uso delle gambe e da allora – dopo una lunga degenza al Policlinico Gemelli – vive nella sua casa londinese accudito dai figli e dalla moglie italiana, Isabella D’Amico. Kureishi – noto soprattutto per il romanzo il cui titolo italiano è Il budda delle periferie – aggiorna costantemente un blog sulla piattaforma Substack grazie all’aiuto del figlio Carlo. È una straordinaria testimonianza della vita di una persona che ha perso abilità essenziali, combattuta tra lo scoraggiamento e la speranza riaccesa dalla relazione con i familiari e con i molti amici che garantiscono la loro presenza. Il più recente dei Kureishi Chronicles è dedicato all’intelligenza artificiale e al supporto che questa può dare ai giornalisti e, in generale, a chi scrive. “La domanda importante non è se le macchine siano umane, ma se gli esseri umani siano simili alle macchine. Quello che ha innervosito le persone quando hanno incontrato per la prima volta questi sistemi di intelligenza artificiale è stato il loro aspetto umano. Si muovono liberamente tra le idee e nelle lunghe conversazioni, ricordano le cose e sono capaci di divagare pur mantenendo l’obiettività sull’argomento. Per gli scrittori esordienti, disabili o isolati, che non hanno accesso a corsi di scrittura creativa o a lettori intelligenti, l’intelligenza artificiale potrebbe essere il primo punto di riferimento per la critica e lo sviluppo del proprio lavoro”.
2. I costi totali del sistema sanitario per gli screening oncologici negli Stati Uniti nel 2021 sono stati stimati in 43 miliardi di dollari in uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine. Circa l’88,3 per cento dei costi è sostenuto dalle assicurazioni private, l’8,5 per cento da Medicare e il 3,2 per cento da Medicaid, altri programmi governativi e individualmente da chi non è assicurato. Lo screening per il cancro colorettale ha rappresentato circa il 64 per cento del costo totale. I costi delle strutture (in altre parole la spesa riconosciuta alle strutture in cui sono stati eseguiti i test) sono stati i principali responsabili dei costi totali stimati dello screening. Il costo annuale stimato. L’identificazione dei costi dello screening dei tumori e delle loro cause è fondamentale per contribuire a informare le politiche e sviluppare le priorità programmatiche, in particolare per migliorare l’accesso ai servizi di screening dei tumori raccomandati. Un editoriale di Gilbert Welch della Darmouth University, uscito contemporaneamente sugli Annals, nota che i cittadini statunitensi sono spesso sottoposti a screening per il cancro in modo inappropriato, o quando sono troppo giovani (quando il rischio di cancro è molto basso e le percentuali di falsi positivi sono elevate), o troppo anziani (quando il rischio di morire per altre patologie è molto più alto del rischio di morire di cancro). Altro determinante di inappropriatezza, secondo Welch, è l’eccessiva frequenza con cui gli individui sono invitati a sottoporsi agli esami.
3. La danza dialettica dei frammenti. Anche il noto filosofo italiano Luciano Floridi aggiorna periodicamente un blog dal titolo intrigante: Notes to myself. Nel post pubblicato il 9 settembre, Floridi elenca i libri che non scriverà: una lista interessante e divertente dalla quale ne scegliamo uno: un libro sui libri fatto solo di citazioni. “A quanto pare – scrive Floridi – il progetto di Benjamin, secondo Adorno, era quello di scrivere un libro fatto solo di citazioni. Si veda Saverio Campanini, Letture frammentate, online: Theodor Wiesengrund Adorno, Charakteristik Walter Benjamins, in ‘Neue Rundschau’ 61 (1950), pp. 571-584; poi in Id., Prismen, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1955; e in Id., Über Walter Benjamin, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1970, p. 26. Ricordo una voce in un’enciclopedia che diceva che qualche studioso del Rinascimento aveva effettivamente scritto un libro del genere. Ho perso il riferimento. Ma non cercherò di scrivere un libro su libri fatti solo di citazioni perché ‘nemmeno Benjamin, che aspirava a qualcosa del genere nel suo Arcades Project, poteva astenersi dal commentare e abbandonarsi completamente alla danza dialettica dei frammenti’. Brian Dillon, Suppose a Sentence. La verità è che non esistono frammenti, ma solo il frammentato, che è l’ombra dell’intero”. Può darsi che i dubbi di Floridi siano fondati. Ma chi invece è appassionato al genere potrà consolarsi con un libro Words that helped del fotografo Robert Adams. A quelle che l’autore considera le frasi che maggiormente lo hanno ispirato – umanamente e professionalmente – lo stesso Adams ha accostato proprie fotografie: il risultato è eccellente. Chissà se Floridi, se sfogliasse il libro, finirebbe col ripensare alla sua decisione…
4. Fare i conti con l’anzianità. “Come conciliare il nostro desiderio di vivere più a lungo con le sfide poste dall’invecchiamento e dal trattamento riservato dalla società alle persone anziane? Tra la minaccia dell’ageismo da un lato e i numerosi tradimenti degli anni d’oro dall’altro, c’è da sorprendersi che alcune persone si oppongano all’idea di perdere capacità fisiche e cognitive a causa della vecchiaia?” Fabrizia Faustinella, medica internista del dipartimento di Cure primarie e medicina di comunità del Baylor college negli Stati Uniti, ha scritto un post disarmante su MedPage Today [4]. “Io non mi sorprendo più”, è la risposta che si dà. “Un tempo ero perplessa per ciò che percepivo come una mancanza di buon senso, una forma di irragionevole negazione e un disprezzo temerario per la verità nonostante tutte le prove disponibili. Non sono più perplessa. Sono preoccupata”. Faustinella riferisce di pazienti e familiari che si avventurano in estenuanti e dispendiose ricerche in Rete per trovare risposte ai loro disturbi che prescindano dal termine età. “Essere etichettati con una malattia specifica sembra fornire ad alcune persone una scusa più appetibile e più socialmente accettabile per il loro declino”.
5. Paper mills e il mercato dei falsi. Le falsificazioni fraudolente continuano a fare notizia: questa settimana Nature racconta le vicende di Sam Payne, bioinformatico, che a marzo, revisionando un manoscritto sottoposto alla rivista BioSystems, si è accorto che il testo era molto simile a un suo articolo pubblicato nel 2021 e molti dei grafici erano identici [5]. La rivista ha prontamente respinto il manoscritto. A luglio, Payne ha poi scoperto che quello stesso manoscritto era già stato pubblicato sulla rivista Proteomics che, informata dell’accaduto, ha ritirato (retracted) l’articolo “per plagio delle figure”. Nel cercare l’origine del plagio, Nature ha trovato collegamenti tra gli autori dell’articolo pubblicato su Proteomics e International Publisher, un paper mill con sede in Russia. Nell’editoria scientifica, i paper mills sono le aziende che “fabbricano” e vendono articoli fraudolenti ai ricercatori, che poi li firmano come propri. Il sito web di International Publisher pubblicizza oltre 10mila manoscritti, mostrando il titolo dell’articolo e talvolta l’abstract, la posizione delle firme disponibili per l’acquisto, nonché la classifica prevista nel database di citazioni Scopus. I prezzi vanno da circa 500 a 3000 dollari a seconda dell’area di ricerca, della posizione della firma (la prima posizione e l’ultima costano di più) e del prestigio della rivista dove verrà pubblicato. Con la crescente diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa, il mercato dei falsi e i profitti di queste “cartiere” del publishing scientifico sono destinati a crescere a discapito dell’integrità della ricerca.
I CINQUE ARTICOLI DELLA SETTIMANA
1. Kureishi H. AI and I. The important question isn’t whether machines are human, but whether humans are machine-like. The Kureishi Chronicles, 7 settembre 2024.
2. Halpern MT, Liu B, Lowy DR, et al. The Annual Cost of Cancer Screening in the United States. Ann Intern Med 2024 Aug 6. doi: 10.7326/M24-0375. Online ahead of print.
Welch GH. Dollars and Sense: The Cost of Cancer Screening in the United States. Ann Intern Med 2024 Aug 6. doi: 10.7326/M24-0887.
3. Floridi L. On books that I shall not write (series: notes to myself) — version 6. Medium, 9 settembre 2024.
4. Faustinella F. Should We Attribute Patients’ Conditions to ‘Old Age’? Fueling denial of the realities of aging comes at a great cost. MedPage Today, 7 settembre 2024.
5. Garisto D. Publishing nightmare: a researcher’s quest to keep his own work from being plagiarized. Nature, 4 settembre 2024.
L’affascinante esperienza di Annie Ernaux, Nobel per la letteratura
La cultura pediatrica di ieri, oggi e domani raccontata da Stefania Manetti e Michele Gangemi
Dalle pagine del BMJ, del New England Journal of Medicine, del Lancet e del JAMA
