1. Gli articoli retracted sono pericolosi. C’è una probabilità del 10% che ChatGPT risponda a domande su argomenti che riguardano medicina o salute basandosi su articoli ritirati senza ovviamente che né il large language model (llm) né chi fa la domanda sia al corrente che la fonte è – come dire? – fasulla. È noto che i sistemi di intelligenza artificiale dei chatbot sono soggetti alle super discusse “allucinazioni”. Secondo gli autori di un articolo in corso di pubblicazione sul Journal of Advanced Research, dobbiamo iniziare – quantomeno in ambito scientifico – ad aver paura che queste allucinazioni dipendano dalla qualità della ricerca (e non da altro). Con il passare del tempo, quanto maggiore sarà la percentuale di articoli ritirati, tanto più dovremo sperare che le nuove versioni dei Llm siano capaci di distinguere gli articoli ritirati da quelli che non lo sono…
2. Dodici miliardi in meno, ogni giorno, per la salute del mondo.Il Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti ha improvvisamente cancellato più di 12 miliardi di dollari in finanziamenti federali agli Stati, fondi che venivano utilizzati per il monitoraggio delle malattie infettive, i servizi di salute mentale, il trattamento delle dipendenze e altri problemi di sanità pubblica. La decisione commentata dal New York Timesnon lascia margini di manovra: “Non possono essere condotte attività aggiuntive e non possono essere sostenuti costi aggiuntivi, in relazione a questi fondi” [2]. Allo stesso modo, i National institutes of health e i Centers for disease control and prevention hanno cancellato miliardi di dollari di finanziamenti per la ricerca relativa alla pandemia di covid-19. Tra i progetti interrotti ai Nih c’è anche il programma da 577 milioni di dollari per sviluppare farmaci antivirali contro il coronavirus sars-cov-2 e altri sei tipi di virus con potenziale pandemico. L’impatto delle scelte di Musk sulla ricerca scientifica e sulla sanità Usa è e sarà devastante, e inciderà molto sulla salute del pianeta.
3. Riviste a tesi. Il Journal of the Academy of Public Health nasce da un’idea di Jay Bhattacharya ricercatore della Stanford University, e di Martin Kulldorff già biostatistico della Harvard University. Due voci (anche) contrarie ai lockdown e ad altre misure di sanità pubblica decise dal governo USA durante la pandemia di covid-19. La rivista, scrive Science, pubblica i pareri dei peer reviewer accanto agli articoli pubblicati e riconosce 500 dollari a ogni revisore per il suo lavoro. Gli autori pagano fino a 2000 dollari per articolo. Se fai parte della neonata Academy of public health, hai degli articoli da pubblicare gratis in un anno. La rivista fa una selezione delle submission sulla base del profilo accademico degli autori: se il livello è paragonabile a quello di un professore associato (così dice il sito), l’articolo viene pubblicato: “Se qualcuno è un buon ricercatore, dovrebbe avere la libertà accademica di pubblicare ciò che pensa sia importante”, spiega Kulldorff. Tanto, vicino all’articolo ci sono i pareri dei referees. Ricercatori critici nei riguardi dell’establishment accademico (animatori della Great Barrington Declaration) adottano un sistema di valutazione che pare prescindere dalla qualità in favore dell’autorevolezza. Ancora: il sito della rivista è pieno di articoli contrari alle misure prese durante il covid-19. Sembra quasi che un gruppo di studiosi emarginati dalle politiche sanitarie governative durante la pandemia abbia voluto costruirsi un proprio spazio di visibilità accademica. Sarebbe un precedente importante. La rivista non è ancora indicizzata da alcuna banca dati. È interessante vedere quanto durerà e che esito avrà il percorso di valutazione: paradossalmente potrebbe essere più indipendente il giudizio dei database privati (Scopus, Web of Science, etc.) di quelli istituzionali come Medline/Pubmed [3].
4. Congressi Usa disertati?Mercoledì 19 marzo il governo francese ha dichiarato che a un ricercatore di quel Paese è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti e che è stato rimandato in Francia perché aveva espresso una opinione personale sulla politica di ricerca statunitense. Come spiega il quotidiano francese Le Monde(in un articolo non firmato, forse per prudenza) un controllo casuale sul suo pc e sullo smartphone le guardie alla frontiera hanno trovato frasi sul presidente Trump che sono state giudicate indicative di una sorta di predisposizione al terrorismo nello studioso francese [4]. La preoccupazione del mondo della ricerca statunitense sta crescendo, insieme al timore di un progressivo isolamento. Resta da vedere cosa accadrà in occasione – per esempio – dei congressi in programma nei prossimi mesi: quanti oncologi europei o canadesi saranno rispediti a casa in occasione del Congresso dell’America society of clinical oncology in programma a fine maggio?
5. Pagare per svolgere una peer review. La rivista Critical Care Medicine ha confrontato la risposta di potenziali revisori all’offerta di un incentivo in denaro con la procedura standard che prevede che la revisione sia svolta da un esperto che però non viene remunerato per quel lavoro [5]. Risultati? C’è stata una percentuale maggiore di revisioni svolte nel gruppo di persone alle quali è stato offerto un incentivo rispetto al gruppo di controllo (49,8% [206/414] contro 42,2% [127/301]; p = 0,04). Altro elemento importante: le revisioni che prevedevano un rimborso spese sono state svolte in media più velocemente. Un incentivo in denaro per svolgere la peer review ha un effetto positivo, ma in fin dei conti il miglioramento è modesto.
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