Il Lancet Countdown, l’Amazzonia da salvare e la guerra dei droni
Dalla pagine del Lancet, del BMJ, di STAT e The Guardian
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Dalla pagine del Lancet, del BMJ, di STAT e The Guardian
1. La salute umana è sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Lo ripete, con sempre maggiore forza, il Lancet countdown on health and climate change 2025. Nel 2024 le temperature medie annuali hanno superato per la prima volta di oltre 1,5 °C i livelli pre-industriali, mentre le emissioni di CO₂ hanno toccato nuovi picchi. Una delle minacce più grandi è costituita dalle ondate di calore e dallo stress ad esse collegato: dagli anni ’90 ad oggi le morti correlate al calore sono aumentate del 63 per cento. Ma la pressione non arriva solo dal caldo. Siccità, precipitazioni estreme e incendi hanno raggiunto livelli senza precedenti, con il 61 per cento della superficie terrestre colpita da condizioni di aridità estrema e 154.000 morti attribuite all’esposizione a particolato fine da incendi nel 2024. A tutto ciò si sommano le ricadute economiche, con miliardi persi dai governi di tutto il mondo per far fronte agli eventi climatici estremi e al calo della produttività lavorativa (sono 639 miliardi le ore potenziali di lavoro perse nel 2024,) per evitare l’eccessiva esposizione alle alte temperature. Il report lo scrive chiaramente: “La scienza è inequivocabile. Azioni concrete e significative sono urgentemente necessarie per proteggere la popolazione mondiale dai cambiamenti climatici in atto”.
2. Proteggere l’Amazzonia per la salute globale. È il messaggio al centro dell’editoriale in copertina sull’ultimo numero del BMJ. L’Amazzonia è il più grande ecosistema tropicale del mondo, accumula l’equivalente di 15-20 anni di emissioni globali di carbonio e regola i cicli delle piogge in America Latina. Ma ha già perso quasi il 20 per cento della sua superficie dal 1970. La deforestazione, spinta soprattutto da agricoltura e allevamento intensivo, ha raggiunto livelli record tra il 2019 e il 2022, aggravando il rischio di crisi climatica e sanitaria. L’editoriale considera che la COP30 – che nel 2025 si terrà per la prima volta proprio in Amazzonia – rappresenta un’occasione storica per riportare foreste e biodiversità al centro dell’agenda climatica, rafforzando i diritti delle comunità indigene, i sistemi di governance e i fondi per la protezione e il ripristino ambientale. La distruzione dell’habitat favorisce anche l’emergere di nuove malattie. The BMJ propone di puntare su un modello alternativo di sviluppo, un’“economia socio-bioforestale” che unisca tutela ambientale, innovazione e salute pubblica. L’auspicio è che la COP30 diventi “una pietra miliare nella storia della governance climatica e della salute globale” mettendo sullo stesso tavolo la lotta alle emissioni, la sicurezza alimentare, l’equità sociale e l’accesso universale alla salute.
3. La guerra dei droni e le sue nuove vittime. Il Lancet dedica l’editoriale di questa settimana alla trasformazione dei conflitti armati nell’era dei droni. Nati come strumenti della strategia antiterrorismo americana dopo l’11 settembre, i droni sono oggi il simbolo della guerra tra Russia e Ucraina: Mosca effettua in media 5400 attacchi al mese, mentre Kyiv punta a produrne un milione l’anno. Fino al 70 per cento delle perdite militari è ora causato da droni, scrive il Lancet. Tra dicembre 2024 e febbraio 2025 i droni hanno ucciso oltre 200 civili e ferito più di 1300 persone. Le evacuazioni sanitarie sono rese quasi impossibili, e aumentano gli attacchi diretti contro ospedali e ambulanze. Ma oltre alle vittime fisiche, cresce anche il peso psicologico che impatta sulla salute della popolazione: il ronzio costante dei droni genera ansia, insonnia e stress post-traumatico tra civili, soldati e persino operatori a distanza. La guerra dei droni, purtroppo, non resterà confinata all’Ucraina come dimostrano gli episodi recenti in Polonia, Germania e Scandinavia: servono più ricerca, consapevolezza e tutela per affrontarne le conseguenze sulla salute globale. “Come in ogni epoca – conclude il Lancet – le nuove tecnologie belliche riscrivono le mappe della morbilità e della mortalità. Serve ora un’attenzione scientifica, politica e pubblica molto più ampia sugli effetti, spesso trascurati, della guerra dall’alto.”
4. NEJM e CIDRAP lanciano una nuova piattaforma per allerte sanitarie. Dal 1952 i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi pubblicano il bollettino settimanale Morbidity and Mortality Weekly Report – MMWR diventando un appuntamento importante per la sanità pubblica, per la tempestiva diffusione di informazioni su nuovi focolai ed emergenze sanitarie. Tuttavia, la fiducia dei professionisti del settore è stata scossa: durante i primi mesi dell’amministrazione Trump la pubblicazione era stata sospesa per una “pausa comunicativa”, evento senza precedenti. Ulteriori interruzioni si sono verificate durante lo shutdown del governo e, di recente, gran parte della redazione è stata licenziata e poi reintegrata poche ore dopo, spiega la rivista STAT. I CDC hanno dovuto ridurre i fondi al bollettino MMWR. Per colmare le lacune nell’infrastruttura sanitaria pubblica del governo federale, New England Journal of Medicine e il Center for Infectious Disease Research and Policy hanno prontamente risposto con un nuovo canale informativo battezzato “Public Health Alerts”: una piattaforma digitale open access per la diffusione rapida di dati su focolai ed emergenze sanitarie. Le sue caratteristiche chiave sono: pubblicazioni on-demand (non settimanali fisse); accesso libero e immediato; aperta a submission da clinici e centri di ricerca. Il modello promette tempi ridotti tra rilevazione e pubblicazione, ma solleva anche questioni sulla qualità dei dati e sul rigore metodologico necessari per mantenere credibilità. NEJM/CIDRAP invitano clinici, centri di ricerca e anche aziende farmaceutiche a sottomettere dati su focolai e segnali di allerta, creando un nuovo canale per le evidenze real-world. “È un passo molto significativo perché una società scientifica (la Massachusetts Medical Society) si mette alla prova per sostituirsi – almeno in una certa misura – alle istituzioni”, scrive CARE online. “In un momento storico in cui la velocità dell’informazione sanitaria, la sorveglianza pubblica e la fiducia nei canali istituzionali sono messi alla prova, l’alleanza tra NEJM e CIDRAP per creare un nuovo strumento – i Public Health Alerts – è un segnale forte. Per il mondo della clinica, delle politiche sanitarie e della ricerca rappresenta un’opportunità concreta di ripensare come vengono generate, comunicate e diffuse le evidenze in sanità pubblica”.
5. I primi standard etici globali per la neurotecnologia. L’Unesco ha adottato un quadro normativo internazionale per regolamentare la neurotecnologia, un settore in rapida crescita finora privo di controlli condivisi. Con la diffusione di dispositivi capaci di monitorare l’attività cerebrale e i progressi dell’intelligenza artificiale, l’organizzazione ha definito per la prima volta i “dati neurali” e proposto oltre cento raccomandazioni per proteggerli, leggiamo su The Guardian. Gli standard mirano a tutelare la privacy e la libertà di pensiero, impedendo l’uso non autorizzato o commerciale di informazioni così sensibili, e si applicano sia alla ricerca medica che ai dispositivi consumer. Il mese scorso, il World Economic Forum ha pubblicato un documento che chiedeva un quadro normativo orientato alla privacy, e il senatore statunitense Chuck Schumer ha presentato il Mind Act a settembre, seguendo l’esempio di quattro stati che hanno introdotto leggi per proteggere i “dati neurali” dal 2024. Vi è la necessità dunque di bilanciare innovazione e diritti fondamentali, stabilendo principi di trasparenza e responsabilità in un campo dove i confini tra benessere e sorveglianza cognitiva sono sempre più labili. Sebbene alcuni esperti ritengano premature le preoccupazioni dei poteri futuri dell’AI – come per esempio sullo scenario prospettato da alcuni studi che un giorno l’intelligenza artificiale potrebbe essere in grado di “leggere” i pensieri –, c’è consenso sulla necessità di definire subito regole chiare. Definire delle raccomandazioni rappresenta un passo cruciale verso una governance globale della neurotecnologia e offre un riferimento comune per l’uso etico di tecnologie sempre più vicine all’identità umana.
I CINQUE ARTICOLI DELLA SETTIMANA
1. Romanello M, Walawender M, Hsu SC, et al. The 2025 report of the Lancet Countdown on health and climate change. Lancet 2025; S0140-6736(25)01919-1.
2. Dora C, Scannavino Netto E, Guimaraes A. Placing the Amazon at centre of COP30. BMJ 2025; 391: r2301.
3. Editorial. Understanding the health threats of drone warfare. Lancet 2025; 406: 2191
4. Oza A. NEJM and public health group are launching rival to CDC’s MMWR publication. STAT, 21 ottobre 2025.
5. Down A. Unesco adopts global standards on ‘wild west’ field of neurotechnology. The Guardian, 6 novembre 2025.
Dalla ddl al valore dei dati e al primato del giudizio umano: Fabio Di Bello
Riflessioni e proposte a partire da una survey: Guido Giustetto e Roberto Romizi
Quel ponte tra il linguaggio e il sentire, tra il corpo e la rappresentazione: intervista a Diego Cossu
