Camminate preventive, medico a bordo, consenso informato
E poi il Sunshine Act e il feedback dei pazienti tra le letture di questa settimana
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E poi il Sunshine Act e il feedback dei pazienti tra le letture di questa settimana
1. Un intervento personalizzato e progressivo di educazione alla camminata riduce in modo sostanziale le recidive di lombalgia rispetto a quanto si verifica in un gruppo di controllo che non prevede lo stesso tipo di attività in adulti che in precedenza non svolgevano un’attività fisica regolare. È il risultato principale di uno studio pubblicato sul Lancet [1]. Nel gruppo di intervento si è registrata anche una riduzione della disabilità legata al mal di schiena, in termini per esempio di assenze dal lavoro o di difficoltà di eseguire i normali compiti nella vita quotidiana. L’intervento oggetto di valutazione sembra anche essere economicamente vantaggioso dal punto di vista sociale. I risultati di questo studio hanno importanti implicazioni, in quanto dimostrano che un piccolo numero di sessioni di quello che gli autori hanno definito “health coaching” con un fisioterapista esperto (è lui che spiega e prescrive il programma di camminata) riduce le recidive di lombalgia. “Il razionale e il disegno di questo studio sono stati messi a punto anche sulla base delle esperienze e dalle preferenze dei pazienti e del pubblico”, sottolinea un editoriale che accompagna il lavoro [2]. “È un passo positivo che questo studio includa un rappresentante dei cittadini all’interno del team di ricerca”. Tuttavia, osservano gli editorialisti, sebbene le strategie preventive siano davvero importanti per ridurre l’insorgenza della lombalgia, offrire un appuntamento di sei giorni con un fisioterapista a persone asintomatiche è improbabile che venga accettato dai decisori sanitari di servizi sanitari che si trovano costantemente ad avere a che fare con risorse limitate.
2. Siamo sicuri che sia utile avere un feedback online da parte dei pazienti? I pazienti sono davvero in grado di dirci qualcosa sulla qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria, al di là di un parere sulla gentilezza del personale e dei problemi incontrati con il cibo e col parcheggio nei pressi dell’ospedale? Sembrerebbe di sì. Uno studio suggerisce che dai pazienti arrivano segnalazioni importanti sulla sicurezza delle cure che il personale non conosce o non affronta [3]. Lo studio di cui leggiamo sul BMJ ha analizzato più di 146.000 storie recuperate attraverso la consultazione di Care Opinion, una piattaforma di feedback costruita in ottica no profit. Le storie vengono inviate a Care Opinion da pazienti, famiglie e conoscenti di persone che hanno attraversato un’esperienza di malattia, con l’intento di contribuire al miglioramento dell’assistenza. Dopo la moderazione da parte degli amministratori del progetto, le storie vengono pubblicate e diventano disponibili per l’uso da parte di chiunque, con finalità di ricerca, per l’insegnamento o, come detto in precedenza, per il miglioramento del servizio. Un numero crescente di operatori sanitari si sta impegnando con maggiore determinazione per alimentare il feedback online dei pazienti e scopre, forse con sorpresa, che i vantaggi sono notevoli non solo per la sicurezza dei malati, ma anche per il morale, la fiducia e il senso di appartenenza del personale al servizio sanitario.
3. C’è un medico a bordo? Poche domande come questa possono rivelarsi inquietanti per chi si trova ad ascoltarla. Può stupire, però, che la preoccupazione più intensa possa essere quella vissuta da un medico seduto a poche file di distanza dal passeggero dell’aereo che chiede aiuto, quasi sempre attraverso la voce di un/una assistente di volo. Con grande tempestività se guardiamo al calendario estivo, un articolo uscito su Clinical Medicine descrive la reazione di una giovane dottoressa alle prese con un’imprevista richiesta di intervento [4]. Senza spoilerare la conclusione della vicenda, diremo solo che il contributo narrativo e assai personale dà una panoramica molto interessante sulla letteratura disponibile sulla sindrome dell’impostore: quel sentimento di inadeguatezza che fa sì che anche il medico teoricamente più preparato (e forse un neolaureato ancora non lo è) possa sentirsi ancora non del tutto pronto a gestire un’emergenza come quella descritta in questo resoconto.
4. Nessuno ha piacere nel ricordare la pandemia. Tantomeno, forse, vicende come la contrapposizione tra i due documenti che divisero profondamente la comunità scientifica internazionale: da una parte la Great Barrington Declaration e, dall’altra, il John Snow Memorandum. Ebbene, uno dei promotori della Declaration – il docente di Stanford Jay Bhattacharya – è l’autore di un breve ma pungente articolo uscito sul Newsweek dell’8 luglio [5] in cui denuncia come alla fine dello scorso anno la Food and drug administration statunitense “abbia introdotto in sordina un regolamento che potrebbe essere uno dei più importanti cambiamenti nel modo in cui le istituzioni statunitensi, sia in patria sia all’estero, condurranno la futura ricerca medica e di politica sanitaria.” Essenzialmente, le nuove norme danno a qualsiasi comitato etico (negli Stati Uniti sono chiamati “Institutional review board”) un ampio margine discrezionale nella decisione di prevedere o meno la raccolta del consenso informato dei pazienti arruolati da parte di chi disegna e svolge uno studio clinico. Il principio ispiratore della nuova norma è che esistono studi che comportano un rischio minimo: quindi, sempre con l’obiettivo di rendere la ricerca clinica più rapida, si è deciso di accelerare anche questo delicato passaggio. Il provvedimento, leggiamo sull’articolo di Nicholson e Bhattacharya, compromette le possibilità di una consapevole scelta sanitaria personale e “minaccia di minare la fiducia del pubblico nelle ricerche scientifiche in biomedicina.”
5. Il 5 luglio 2024 l’organismo di autoregolamentazione dell’industria farmaceutica del Regno Unito (la Prescription medicines code of practice authority – Pmcpa) ha rimproverato pubblicamente un’importante azienda farmaceutica per molteplici violazioni del codice di condotta dell’associazione delle industrie farmaceutiche britanniche. L’accusa si riferisce alla mancata divulgazione di pagamenti a medici, organizzazioni sanitarie e altre persone che occupano posizioni influenti nell’ambito del servizio sanitario. Tra il 2020 e il 2022 l’azienda oggetto del richiamo non ha divulgato circa 500 pagamenti per un valore di 7,8 milioni di sterline a oltre 150 destinatari. Una nota di commento sul BMJ [6] sottolinea come questo clamoroso episodio sia l’ennesima dimostrazione della necessità di un provvedimento governativo radicale che, come avvenuto negli Stati Uniti con il cosiddetto Sunshine Act voluto dalla amministrazione del presidente Obama, obblighi le industrie a documentare in modo trasparente i contributi versati a professionisti sanitari. Le transazioni economiche tra aziende e medici devono essere pubblicate su una banca dati accessibile da parte di tutti i cittadini. “Il nuovo governo del Regno Unito potrebbe essere più aperto a questa idea rispetto ai suoi predecessori” scrive il BMJ. Vedremo però quale sarà l’approccio del nuovo Parlamento, all’interno del quale sono stati eletti dieci medici: cinque laburisti e cinque conservatori [7].
Gli articoli della settimana
1. Pocovi NC, Lin CWC, French SD, et al. Effectiveness and cost-effectiveness of an individualised, progressive walking and education intervention for the prevention of low back pain recurrence in Australia (WalkBack): a randomised controlled trial. Lancet 2024; published June 29.
2. Denneny D, Walumbe J. Physical activity to prevent recurrences of low back pain. Lancet 2024; 404:98-9.
3. Munro J. Online patient feedback offers important insights into the safety and quality of care. BMJ2024; 386: q1243.
4. Lonergan RM. ‘Passenger announcement: Is there a doctor on board?’ Tackling impostor phenomenon in the transition from medical student to foundation doctor. Clinical Medicine 2024; maggio.
5. Nicholson T, Bhattacharya J. The FDA just quietly gutted protections for human subjects in research. Newsweek 2024; 8 luglio.
6. Ozieranski P, Mulinari S. Broken beyond repair: self regulation of industry payments to clinicians and hospitals. BMJ 2024; 386: q1559.
7. Moberly T. UK general election: ten doctors are elected as MPs. BMJ 2024; 386: q1494.
Le nuove tecnologie per la salute umana, animale e ambientale: intervista a Guido Boella
Sfogliando The Guardian, JAMA Network Open, JAMA Health Forum, NEJM e Nature
Alberto Baratti sulla prevenzione in un mondo sempre più complesso
