ARCHIVISSIMA 25
Tesori d’archivio: viaggio nella memoria della professione medica con uno sguardo al futuro
Villa Raby | Torino
6 giugno 2025
Per la prima volta Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Torino partecipa ad Archivissima – Notte degli Archivi 2025, aprendo le porte del proprio archivio storico. Un patrimonio che raccoglie oltre 12.500 fascicoli degli iscritti all’Ordine dal 1912 a oggi, insieme a lettere, pubblicazioni, documenti e fotografie che testimoniano l’evoluzione della professione medica e della relazione medico-paziente dai primi anni del Novecento ad oggi.
L’evento
Le interviste
I video
La rassegna stampa
Adelina Canuto Rossi, laureata nel 1897, iscritta nel 1912 e cancellata nel 1941, è la prima donna ad iscriversi all’Ordine dei Medici di Torino. Emilia Tola Palmegiani, laureata nel 1927, scrive che non esercita la sua professione per “ragioni di indole familiare”. Rita Levi Montalcini, laureata nel 1936, viene radiata nel 1940 perché ebrea. Si reiscrive nel 1945. Nel 1959 si dimette perché si trasferisce in Missouri, a Saint Louis. Nel 1947 dichiara che non pratica più la professione medica “essendosi dedicata alla carriera scientifica pura”. Nel 1920 Carlo Trinchieri chiede all’Ordine l’autorizzazione di affiggere nelle farmacie locali una targa che lo qualificasse come specialista nel trattamento della sciatica. Giuseppe N., nato nel 1895, è accusato di pubblicità illecita, prima come medico che ha inventato “un metodo speciale per la cura dell’ulcera gastro duodenale”, poi perché ha aperto uno studio medico dentistico con prestazioni anche in alberghi. Vendeva direttamente farmaci ai suoi pazienti. Le denunce nei suoi confronti sono arrivate da vari Ordini di medici d’Italia e anche da molti pazienti privati stupiti per le sue visite a tariffe altissime.
Sono solo alcune delle storie e vite professionali che le archiviste Diana Cossa e Benedetta Gigli hanno trovato nell’archivio storico di Villa Raby, sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Torino: un lavoro certosino di schedatura iniziato nel 2024, 12.500 fascicoli dei medici iscritti all’Ordine a partire dal 1912. Ad oggi sono stati schedati circa 8.000 fascicoli, fino al 1973. “Un patrimonio vastissimo, affidato a due archiviste specializzate e seguito con la supervisione degli enti archivistici, perché si tratta di un bene non solo dell’Ordine ma di interesse pubblico: essendo noi un ente pubblico abbiamo un obbligo di rispondere anche alle persone, alla cittadinanza. Della nostra storia, delle nostre attività”, racconta Guido Giustetto, presidente dell’OMCeO di Torino all’apertura straordinaria della sede dell’Ordine e dell’archivio storico in occasione dell’evento Archivissima – Notte degli Archivi 2025, con l’obiettivo di valorizzare la ricchezza del proprio patrimonio archivistico e promuoverne la conoscenza. In linea con il tema dell’edizione 2025 “Dalla parte del futuro” della Notte degli Archivi, l’Ordine insieme alle archiviste ha scelto di raccontare, attraverso l’esame del materiale d’archivio, gli sviluppi di alcune tematiche di particolare attualità con ricadute su un’ampia fascia di pubblico: dalla pubblicità sanitaria alle fake news, dall’accesso alla professione medica da parte delle donne all’esercizio delle discipline non convenzionali, della pranoterapia e fitoterapia.
L’archivio storico dell’Ordine conserva e custodisce fascicoli, atti e documenti di grande interesse storico e culturale. Ci sono gli albi professionali formati nel periodo del regime fascista, l’albo separato degli “ebrei discriminati”, i fascicoli personali di medici che sono stati iscritti, come ad esempio Renato Dulbecco. Analizzando la documentazione si rintracciano visioni che consentono di fare una passeggiata nel futuro della professione e della medicina torinese.
Vi si trova anche la pubblicazione a stampa dell’allora “Nuovo ospedale Martini” di corso Ferrucci inaugurato nel 1911 dal fondatore Enrico Martini. E, non da ultimo, il primo Codice di deontologia medica, approvato a Torino nel 1912, all’indomani della promulgazione della Legge n. 455 istitutiva dell’Ordine. Il documento, di cui si conserva una copia originale, ha dato origine al primo Codice unificato di deontologia medica pubblicato nel 1924 e ha ispirato il successivo Codice deontologico del 1958, dal quale sono derivati i successivi, fino all’ultimo approvato nel 2014, spiega Angelica Salvadori, vicepresidente della Commissione Albo medici dell’OMCeO di Torino. Allora, il paziente era “un cliente” e i rapporti fra colleghi regolamentati in dettaglio. Si approfondisce anche il tema della pubblicità, condannando “qualunque forma di pubblicità fatta dal medico con metodi ciarlataneschi per conquistarsi clientele”, e nei fascicoli ritrovati in archivio si conferma che in più occasioni, negli anni, l’Ordine è stato costretto a intervenire.
LE INTERVISTE


LA RASSEGNA STAMPA
- Maurizio Crosetti. Nell’archivio dell’Ordine dei Medici di Torino: un secolo di storie tra bravi dottori e ciarlatani. La Repubblica, 28 agosto 2025.
- Dalle lettere di Levi Montalcini a Dulbecco, l’Ordine dei medici apre i suoi archivi. Rai TG Regionale, 4 giugno 2025.

