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Il gruppo di lavoro multidisciplinare “Un diritto gentile” ha pubblicato un testo di raccomandazioni sull’aiuto medico a morire. Il documento è stato elaborato per supportare i comitati etici e le strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale fornendo alcune raccomandazioni sull’esercizio delle funzioni loro attribuite da parte della Corte costituzionale, con la sentenza n. 242 del 2019 (c.d. caso Cappato) quando la persona malata richieda un aiuto medico a morire.

L’obiettivo del documento è di fornire indicazioni operative alle strutture potenzialmente coinvolte nel processo di valutazione delle richieste di cosiddetto “suicidio medicalmente assistito” e di valorizzare il ruolo sostanziale dei comitati etici all’interno delle strutture pubbliche, rispetto alla “tutela dei diritti e dei valori della persona”, con riguardo alla situazione di particolare vulnerabilità in cui questa si trovi.

Le raccomandazioni appena pubblicate sono state elaborate da un gruppo di lavoro dedicato, costituito da una ventina di esperti e professionisti di diverse discipline, e coordinato da Lucia Busatta, Luciano Orsi e Mariassunta Piccinni. Esse sono anche frutto dell’esperienza diretta di alcuni dei componenti che, in qualità di membri di comitati etici o in quanto nominati nell’ambito di commissioni tecniche da parte delle strutture sanitarie, sono stati chiamati a confrontarsi con richieste di assistenza medica a morire. 

Le dieci raccomandazioni

A partire dal caso di Federico Carboni (il primo italiano a chiedere il suicidio assistito in Italia, ndr) sono già state molte le richieste in varie parti d’Italia di accesso alle procedure di “suicidio medicalmente assistito”, sulla base di quanto previsto dalla sentenza n.242/2019 della Corte costituzionale, ma tutt’ora vi sono alcune incertezze sui risvolti attuativi, cui il documento cerca di dare in parte risposta.

Il testo propone alcune considerazioni condivise dai proponenti nella forma di 7 raccomandazioni dirette alle strutture sanitarie pubbliche e agli organi coinvolti nella procedura e 3 raccomandazioni specifiche rispetto all’ascolto e alle risposte da fornire alla persona che richieda l’aiuto al suicidio. I principi di riferimento sono così riassumibili:

  1. la centralità della persona che chiede l’accesso a una procedura di aiuto medico a morire;
  2. la rilevanza di procedure chiare e trasparenti che consentano di gestire le richieste di aiuto medico a morire;
  3. la necessità di procedure il più possibile uniformi, a garanzia dell’esigenza, anche costituzionalmente rilevante, della parità di trattamento dei cittadini su tutto il territorio nazionale;
  4. l’importanza di chiarire la distinzione tra il ruolo delle strutture sanitarie del servizio pubblico competenti a esaminare la richiesta della persona e il ruolo dei comitati etici.

I prossimi passi

Il documento – intitolato “La richiesta di aiuto medico a morire: raccomandazioni sul ruolo dei comitati etici e delle strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale” e consultabile in questa pagina – è al momento oggetto di diffusione a tutte le strutture interessate e sarà presentato ufficialmente nel corso di un evento dedicato che avrà luogo in autunno presso l’Università degli studi di Palermo.

“Un diritto gentile” è un gruppo multidisciplinare di rilevanza nazionale, costituitasi a Padova nel 2012. Si è affermata negli anni quale punto di riferimento in relazione alla definizione dei rapporti tra diritto e medicina, tanto da aver offerto un contributo rilevante all’elaborazione della legge n. 219/2017.

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