Leggere i numeri
Se un medico vuole ottenere una corretta interpretazione dei dati di uno studio clinico cosa può essergli più utile? Qualcuno che fornisca direttamente le risposte al suo quesito o piuttosto una mappa con cui sapersi orientare autonomamente tra i nuovi dati?
Renato Luigi Rossi offre in queste pagine le nozioni base per dotarsi di un metodo che permetta di capire, tra i molti studi che arrivano all’attenzione del medico, quali sono quelli importanti da ritenere che porteranno ad un cambiamento della pratica clinica, quali sono quelli che servono a generare ipotesi di lavoro da convalidare e, infine, quali sono quelli che si possono tranquillamente cestinare perché ridondanti e/o inutili.
La differenza tra studi osservazionali e studi di intervento, nello specifico i trial clinici randomizzati e controllati.
Che cosa sono. E cosa differenzia gli endpoint “veri” da quelli “surrogati”, e gli “hard” dai “soft”
Quando viene disegnato è prassi comune prevedere anche degli endpoint secondari. Un aspetto importante e non trascurabile
La maniera consigliata dagli esperti quando il protocollo viene violato
Con una percentuale di drop-outer elevata non è più possibile trarre conclusioni
Perché nonostante i risultati ottenuti gli autori di un trial clinico non li ritengono sufficienti e auspicano altri lavori per averne una conferma?
Come leggere il rischio relativo per interpretare senza fraintendimenti i risultati di uno studio clinico
Il valore P e l’errore beta: quando un risultato è statisticamente significativo e clinicamente rilevante
Come misurare l’entità dell’imprecisione del risultato e determinarne l’importanza clinica e la riproducibilità di un risultato
